The Fog è un film horror del 1980 diretto da John Carpenter.
Alla vigilia del centenario della cittadina costiera di Antonio Bay, una misteriosa e innaturale nebbia luminescente comincia ad avanzare dall’oceano. Insieme a essa riaffiora un cupo segreto del passato: cent’anni prima, i fondatori della città avevano provocato il naufragio di una nave di lebbrosi per derubarli.
Oggi, gli spettri vendicativi dell’equipaggio tornano dalla nebbia per reclamare sei vite in cambio di quelle spezzate, mentre la disc jockey locale Stevie Wayne cercherà di guidare i cittadini alla salvezza dai microfoni della sua stazione radio nel faro.
In The Fog, la vera protagonista è una nebbia viva e luminescente, scolpita dal formato anamorfico di Dean Cundey. Una presenza che trasforma il paesaggio costiero di Antonio Bay in un claustrofobico incubo a cielo aperto, scivolando sotto le fessure e inghiottendo la realtà. Su di essa si innesta il sintetizzatore di Carpenter, il cui ritmo pulsante genera una paranoia pura ancora prima del sangue.
Unica bussola nella notte è la voce di Stevie Wayne (Adrienne Barbeau): dal suo faro a picco sul mare, la DJ trasmette una calma disperata, trasformando la stazione radio nell’ultima roccaforte di luce minacciata dall’ombra.
Oltre l’atmosfera e il genere, emerge la brillantezza politica di Carpenter. La festa per il centenario della città nasconde un massacro sistematico ai danni di un gruppo di lebbrosi, traditi per avidità. Qui gli spettri cessano di essere semplici entità malvagie per diventare spietati creditori di giustizia. Sono la verità rimossa che riaffiora dalle acque per esigere il conto, a testimonianza di come nessun crimine passato possa restare sepolto per sempre.
